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Per una serie di motivi che magari più avanti elencherò, ho deciso di cambiare piattaforma per questo blog. Sto cercando di capire quale sia il modo migliore per non perdere vecchi post e commenti, che se pur non molti fanno parte di quello che ho vissuto e ho deciso di condividere.
Per il momento non ci sarà nessun cambiamento, nè reindirizzamento, ma non appena il tutto sarà pronto, in automatico il blog verrà reindirizzato al nuovo indirizzo.
Spero di riuscire a fare una cosa rapida e indolore. Sfrutterò un po' del tempo libero che questa settimana di ferie non prevista mi metterà a disposizione.
Ah, dimenticavo. Non ho ancora detto del perchè sono in ferie per una settimana. Perchè al mio rientro sarò spostato nuovamente (hanno detto provvisoriamente...
) a fare un lavoro per la gestione di un archivio di ricambi. Sì, non avete capito niente... vale lo stesso per me.
Sta di fatto che in un batter d'occhio, la mia vita per qualche mese cambierà. Infatti niente più turni, giornata normale con orari normali, ma anche con poco tempo libero, con poche attività e passatempi a cui dedicarmi. Ma forse è tutta questione di abitudini e organizzazione.
La cosa un po' mi spaventa e un po' mi tenta. Per ora sono solo pensieri, una volta iniziato non mancherò di passare a voi le mie sensazioni sulla realtà di questa nuova esperienza.
A presto.... magari già sul nuovo blog.....

Ancora oggi con un compagno che non mi lascia solo.
Continua a insinuarsi accanto a me dapprima silenzioso,
poi sempre più chiassoso, urlante, petulante, fastidioso.
La routine lo asseconda, lo alimenta,
lo rafforza per mettermi al tappeto,
per non farmi assaggiare il positivo di ogni giorno,
per nasconderlo ai miei sensi,
per non farmelo trovare.
Così lo Sconforto
trasforma le mie giornate in altalena,
in cui godo dell'euforia di alcuni attimi,
ma tristemente conscio
dell'imminente e sconsolata ricaduta all'indietro,
tra le braccia di quel compagno
della cui presenza
farei di buon grado a meno.
Buona domenica.
Non so esattamente cosa passi nella testa delle persone in questo periodo di pre-"festa".
L'altro giorno assisto ad una conversazione straziante incentrata sui rapporti con gli amici i parenti e i conoscenti durante queste feste, e ne rimango basito.
Tristemente sento valutare i doni da fare, le risposte da dare, le telefonate di cortesia la notte di natale.
Paragoni tra doni ricevuti e fatti, mance ai ragazzi e chi si vuole divertire ad aggiungere altro aggiunga.
Non sto qui a giudicare o a contestare niente a nessuno, ma mi veniva da sorridere per come alla fine vengono a ridursi i rapporti tra persone.
Da quando non festeggio più queste feste mi chiedo sempre: ma che gusto c'è poi a scartare un regalo che ti aspettavi di ricevere?
Non è questa di sicuro la motivazione per cui non osservo più queste feste, ma non posso esimermi puntualmente dal soffermarmi su questo aspetto dei doni.
Non lo si può nemmeno paragonare all'emozione che si prova quando qualcuno ti si avvicina con un pacchetto, in un "insignificante" giorno della settimana durante l'anno e ti dice che quello è per te. E' per TE per come sei, per quello che sei, per cosa rappresenti per l'altro, per quello che dai e per i sentimenti che susciti.
Non è perche me lo deve visto che io ho fatto un regalo a lui e si sente in debito. Non è perché lo deve fare per mantenere dei rapporti di circostanza ("che magari prima o poi mi fa comodo!").
Lo fa perché semplicemente VUOLE farlo.
Per me sono questi i doni più belli, che non celano nessun lato oscuro, nessun ombra. Non insinuano nessun dubbio sul sentimento che li han resi possibili.
E per dimostrare alle persone a cui tengo, che ci tengo davvero,
Spero nella vita di saper fare tanti doni.
La strada che ho fatto è sempre la stessa, gli stessi paesaggi e gli stessi riferimenti, le stesse case e gli stessi cartelli stradali. A volte penso sia un peccato che le auto non abbiano una mente per memorizzare i percorsi … Potrebbero "auto"-guidarsi almeno nei tragitti abituali, senza che noi facciamo nulla.
Comunque per quanto risultasse tutto invariato intorno a me, sentivo qualcosa di diverso dentro me.
Sono strane sensazioni. Stavo bene ed ero contento di tornare a casa. Sapevo che mi attendeva il tepore che solo le mura dove vivi sanno trasmetterti, calore giù fino alle ossa. Mi attendeva una comoda poltrona e la fine di un bel libro, che insieme mi avrebbero cullato verso l'abbandono del riposo.
Il freddo fuori amplificava queste emozioni, e la neve che aveva appena iniziato a cadere rendeva ancora più attraente il momento in cui sarei entrato furtivamente dentro l'abbraccio della nostra pesante coperta di piume.
Già, la nostra. Perché alla fine di tutto le emozioni continuano, anche nel sonno, grazie a chi in quel letto ha atteso,
magari inconsapevole e ignara di tutti i pensieri a lei rivolti.